COVID- 19: è la Natura che si ribella

16 Aprile 2020

safes_admin

News

0

COVID- 19: è la Natura che si ribella

 

Virus – Natura – Ecosistemi

É stato affermato da eminenti bioingegneri attivi nell’ ambito della ricerca in nano tossicità che c’è una presunta correlazione tra l’inquinamento dell’aria e le zone più colpite dal COVID- 19.
Il nostro pianeta, a differenza dei suoi abitanti, sta vivendo una fase di nuova rinascita grazie al blocco economico e industriale scaturito dalla pandemia in corso, ma il punto sul quale riflettere non è il giovamento attuale per l’ambiente quanto piuttosto le cause scatenanti della pandemia stessa.

Il nostro pianeta sta subendo un fortissimo stravolgimento e come spiega Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di Genetica molecolare del CNR-IGM di Pavia “i fattori coinvolti nella crescente frequenza di epidemie degli ultimi decenni sono molteplici, dai cambiamenti climatici che modificano l’habitat dei vettori animali di questi virus, all’intrusione umana in un numero di ecosistemi vergini sempre maggiore,al quale si aggiunge la sovrappopolazione, e la frequenza e rapidità di spostamenti delle persone”.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità avverte che il numero di epidemie virali crescerà in modo proporzionale al disequilibrio che continuerà a verificarsi negli ecosistemi.

A tal proposito la virologa Ilaria Capua, responsabile di uno dei dipartimenti dell’Emerging Pathogens Institute dell’Università della Florida sottolinea la necessità di leggere come un campanello d’allarme il susseguirsi negli ultimi 20 anni di ben tre episodi di coronavirus. Se si crea uno scompenso in un ecosistema, questo dovrà ricercare un nuovo equilibrio da ciò la comparsa di nuove patologie.

Ciò che non risulta evidente all’uomo è che non è l’unico abitante del nostro pianeta, ma un “coinquilino” di altri organismi. Sconvolgere un ecosistema comporta sempre delle conseguenze. L’uomo sta abusando di ciò che gli è stato dato in gestione ed ora il pianeta si ribella.

Come afferma Giuseppe Miserotti, medico e membro di Isde, Associazione medici per l’ambiente “ va tenuto conto che ci sono miliardi di virus in circolazione, che hanno origini diverse e che la maggior parte sono rimasti ospiti degli animali per secoli, se non per millenni, convivendo con loro in modo pacifico, visto che è loro interesse mantenere le vittime vive per poter non morire a loro volta. A causa di variazioni delle loro nicchie ecologiche però si possono spostare, e quando colonizzano un nuovo essere si comportano inizialmente in modo aggressivo”.

Se per il coronavirus il meccanismo identificato dagli scienziati è quello di un salto di specie innescato dalla promiscuità con animali selvatici, amplificato dalla concentrazione di popolazione nelle megalopoli e trasportato dalla globalizzazione, la crisi climatica potrebbe offrire scenari ancora più pericolosi. Ovvero il riemergere dai ghiacci dei Poli o dai ghiacciai dell’Himalaya di virus che il loro “spillover” lo hanno effettuato in tempi remoti e che pensavamo di avere debellato per sempre. O, peggio ancora, di patologie che non conosciamo affatto.

Al momento, come espresso da Greenpeace, la specie umana ha preso il “comando delle operazioni” sulla Terra, sottomettendo la natura ad azioni spesso irreversibili. E’ diventata un “agente di trasformazione”, come una forza geologica, tanto che gli scienziati usano il termine “Antropocene” per definire l’epoca attuale.

La soluzione? A tutto ciò servirebbe un approccio legato alla salute circolare.

Ilaria Capua spiega che è come se fossimo in un acquario. La nostra salute dipende per il 20% dalla predisposizione genetica e all’80% dai fattori ambientali. La cura deve studiare, oltre all’organismo in questione, anche il contesto.

Questo la lavoro di ricerca e di studio dei fattori è bene lasciarlo agli esperti del settore, ma ognuno di noi quotidianamente può contribuire con piccolissimi e all’apparenza impercettibili gesti a migliorare il livello di salute generale, continuando a preferire la bicicletta piuttosto che l’auto, a differenziare in modo corretto i rifiuti e perché no, fermarci ogni tanto per permettere al nostro Pianeta di respirare.

 

Fonti

Post by safes_admin